Scoprire accettare e superare la confusione

Posted by on Lug 10, 2009 in Gli Articoli di Ispirazione, Azione e Passione | 4 comments

Spesso, quando cominciamo a lavorare su noi stessi e sui nostri pensieri depotenzianti, è possibile che ci ritroviamo a vivere profondi momenti di confusione.

La confusione ci fa sembrare di avere un continuo temporale sopra la nostra testa!

La confusione altro non è che una parte del processo di cambiamento: emerge quando mettiamo in discussione principi, o convinzioni che fanno parte di noi e del nostro vissuto e secondo le quali abbiamo agito fino a quel momento.

Louise Hay paragona il lavoro mentale che svolgiamo sui noi stessi alle pulizie di casa: noi ci muoviamo attraverso le stanze della mente ed esaminiamo i pensieri e le convinzioni che sono in esse contenuti. Quelli che ci piacciono, vengono semplicemente spolverati e lucidati, quelli che invece riconosciamo essere negativi e quindi per noi disfunzionali, hanno bisogno di essere ripararti o rimpiazzati: non è forse la stessa cosa che facciamo con un mobile o con dei vecchi giornali ormai inutili? E allora perché non farlo anche con i nostri pensieri?

Il lavoro di pulizia mentale però, come dicevamo prima, essendo un momento di profondo cambiamento che va a toccare i nostri strati più profondi, può portare con sé anche momenti di confusione e smarrimento. E’ come quando si pulisce una pentola piena di olio: appena cominciamo a versare dell’acqua, l’olio comincia a salire in superficie e non dobbiamo smettere di continuare a versarla se vogliamo che l’olio sul fondo della pentola venga completamente a galla e fuoriesca.

Spesso le persone si trovano letteralmente terrorizzate e incapaci di agire in momenti come questi: si sentono in balia degli eventi e dei propri stati di smarrimento. Ma non dobbiamo dimenticarci che i significati che diamo alla parola confusione, siamo stati noi per primi a sceglierli.

Come sarebbe se d’ora in poi ci limitassimo semplicemente ad accettare i nostri momenti di confusione continuando con il lavoro di pulizia mentale che abbiamo intrapreso? Come sarebbe pensare che la confusione è una fase normale del cambiamento e, in quanto tale, solo un periodo di transizione che possiamo permetterci di accettare e lasciar andare una volta svolta la sua funzione?

Se ci pensiamo bene spesso è proprio dai periodi di confusione e smarrimento che nascono le grandi intuizioni, o le opportunità più favorevoli.

Quando è stata l’ultima volta che vi siete sentiti smarriti, persi o confusi? Vi siete accettati? Che pensieri avete deciso di formulare? Che cornici di significato avete scelto di dare alla vostra confusione?

Vi lascio con una bellissima frase di Louise Hay in proposito:

E’ impossibile sentirmi perso, solo o abbandonato, perché l’Intelligenza Divina è sempre al mio fianco. Ho fiducia nel mio Io Superiore che mi guida nel modo migliore per farmi crescere spiritualmente. Sono sempre protetto e al sicuro!

4 Comments

  1. Conosco da vent'anni il pensiero di Louise che mi ha sorretto in tutto questo periodo, nel quale sono caduta e poi rialzata più di una volta, in cui ho visto morire di cancro al seno mia zia, ammalarsi dello stesso male rispettivamente mia madre, un'altra zia e due mie sorelle tutte quante grazie a Dio ancora vive, in cui mi sono sentita dire che anch'io ho la stessa variante nel DNA e che ho una forte probabilità di ammalarmi anch'io e che per cercare di prevenirlo avrei dovuto farmi asportare ovaie e seno…..cosa che non ho fatto e non intendo fare.
    Non é facile convivere con questa spada di Damocle, ma io credo che ognuno di noi porta dentro di se il bene e il male, io cerco di pensare sempre al bene e spero che mi accompagni sempre, in questo mi aiutano le affermazioni di Louise e poi sarà quello che deve essere.

    • Ciao Rosa e grazie per la tua mail… grazie perché ci dai la possibilità di fare una precisazione sulle cosiddette "malattie genetiche".
      Secondo il pensiero di Louise Hay, non esistono malattie considerate genetiche: esistono invece schemi di pensiero e modelli comportamentali che si tramandano di madre in figlia/o. Finiamo per comportarci come i nostri genitori e anche molte delle cose che pensiamo in realtà le abbiamo modellate dalla famiglia in cui siamo cresciuti. Ecco perché spesso un certo tipo di malattia è così ricorrente tra i componenti della stessa famiglia.

      Questo significa anche che abbiamo sempre la possibilità di scegliere che cosa pensare e che, se ci rendiamo conto che certi comportamenti e pensieri non ci piacciono più, possiamo lavorare per cambiarli e migliorare così la qualità della nostra vita… come stai facendo TU! 🙂

      Un abbraccio!

  2. Proprio in questi giorni ho scritto un post nel mio blog relativo al cambiamento e alla difficoltà di saper valutare quale sia la scelta migliore da prendere. Io ho puntato tutto sul cambiamento che, è vero, ti mette in confusione perché ti porta a rivedere la tua quotidianità e le tue abitudini ma, se si confida nelle proprie capacità e si vuole continuare a crescere, credo sia la cosa migliore che possa capitare a una persona. 🙂

    • Hai proprio ragione!!
      E' bello leggere le vostre esperienze di vita.. grazie per condividerle qui con noi!
      Un abbraccio a presto 🙂

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